La posizione della Chiesa

 
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seaeagle
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MessaggioInviato: Ven Ott 13, 2006 1:21 am    Oggetto: La posizione della Chiesa Rispondi citando

La Chiesa esprime una particolare attenzione per le persone che vivono un particolare rapporto coniugale sbagliato. Anzitutto ricorda che restano nella comunità ecclesiale e possono fare con essa un cammino di salvezza se continuano a cercare Dio con cuore sincero. Nello stesso tempo domanda che essi abbiano chiara coscienza che con la scelta che essi hanno compiuto si sono allontanati da Gesù e dal suo insegnamento, perché non vivono l’amore in modo fedele, indissolubile e misericordioso. Per cui si trovano nell’impossibilità di ricevere quei sacramenti che esprimono la massima fedeltà a Dio e al suo insegnamento, cioè la Penitenza e l’Eucarestia. La Chiesa elenca sei diverse situazioni di irregolarità; riportiamo le indicazioni date dal magistero per i battezzati che vivono l’amore in modo difforme da quello insegnato dal Signore.

1- SOTTO LO STESSO TETTO, VIVENDO ALLA GIORNATA
[b]Il matrimonio per esperimento[/b]. Avviene quando l'uomo e la donna vivono come marito e moglie, senza alcuna decisione per il futuro, perché pensano che solo così si può verificare se veramente si è fatti l'uno per l'altro. La Chiesa ammette un tempo di preparazione e di verifica del rapporto (il fidanzamento), ma esclude che in questo tempo si possano avere rapporti sessuali, perché il rapporto sessuale può essere vissuto in tutta la sua verità quando l'uomo e la donna si sono promessi per sempre e sono sostenuti dalla grazia che viene donata nel sacramento del matrimonio. Di conseguenza la Chiesa invita queste persone a prendere coscienza che si sono allontanate dall'insegnamento di Gesù e quindi non sono nella condizioni per ricevere il sacramento della Penitenza e della Comunione finché restano in questo stato.

2- COME MARITO E MOGLIE, PERÒ SENZA FEDE Al DITO
[b]Le convivenze[/b]. Sono le unioni coniugali che rifiutano ogni istituzionalizzazione, sia civile che religiosa. L'uomo e la donna ritengono in modo più o meno consapevole che l'amore sia un fatto privato. La Chiesa chiede che questi fratelli si rendano conto che come battezzati devono vivere anche l'esperienza dell'amore in una comunità dalla quale ricevono e alla quale danno vita. Per questo non possono ricevere i sacramenti della Penitenza e della Comunione che suppongono ed esprimono la piena adesione all'insegnamento del Cristo.

3- UN'UNIONE CIVILE, SENZA SACRAMENTI
[b]Matrimonio civile di due battezzati[/b]. La stessa cosa avviene per due battezzati che si sposano solo civilmente. Il matrimonio civile è un amore istituzionalizzato davanti alla società, ma non ha il dono della grazia, che viene conferito agli sposi dal sacramento e che è indispensabile per vivere il modo cristiano il matrimonio. Lo ritengono superfluo o non ci pensano affatto. Così si discostano dall'insegnamento del Signore.


4- IMPOSSIBILE CONVIVERE, ARRIVA LA SEPARAZIONE
[b]Separati[/b]. Sono le persone che dopo aver constatata l'impossibilità di continuare a vivere insieme si separano con separazione di fatto o giudiziaria. La Chiesa contempla la separazione come estremo rimedio. In questo caso le persone separate continueranno a ricevere i sacramenti a tre condizioni: che depongano l'astio contro il partner; che si pentano delle eventuali colpe con le quali hanno contribuito a provocare la separazione; che rispettino gli obblighi e i doveri che hanno maturato l'uno verso l'altro e entrambi verso i figli.

5- IL DIVORZIO, RICHIESTA NON ACCETTABILE
[b]Divorziati[/b]. Il fedele cristiano non può chiedere il divorzio, perché sa che il suo matrimonio non può essere sciolto né dalla Chiesa né dallo Stato. Può solo subirlo. La Chiesa invita i fedeli che hanno subito il divorzio a rimanere fedeli alla promessa fatta il giorno del matrimonio e di testimoniare così con la vita l'amore fedele e indissolubile. Possono accostarsi ai sacramenti alle stesse condizioni che abbiamo ricordato per i separati.

6- I DIVORZIATI RISPOSATI: DENTRO LA COMUNITÀ, FUORI DALL'INSEGNAMENTO DI GESÙ
[b]Divorziati risposati[/b]. Tre anni dopo la separazione lo Stato italiano concede il divorzio. Chi divorzia e si risposa viene meno all'amore fedele e indissolubile trasmesso dalla religione cristiana. Continua a far parte della comunità ecclesiale e a ricevere i doni della Parola, del Sacrificio Eucaristico, della Preghiera e della Fraternità. Ma non si trova nelle condizioni per ricevere i sacramenti della Penitenza e della Comunione. In questa condizione non può neppure esercitare alcuni ministeri ecclesiali, quali l'ufficio di padrino, di catechista, di ministro straordinario dell'Eucaristia, di lettore pubblico della Parola di Dio, di membro del consiglio pastorale parrocchiale e diocesano.

[b]
I documenti della Chiesa[/b] che trattano l’argomento separazione e divorzio sono parecchi negli ultimi anni e ad essi rimando:
Commissioni episcopali per la famiglia e per la dottrina della fede, la catechesi e la cultura (CEI), La pastorale dei divorziati risposati e di quanti vivono in situazioni matrimoniali irregolari o difficili, 1979;
GIOVANNI PAOLO II, Esortazione apostolica Familiaris Consortio, 1980;
CEI, Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia, Roma 1993;
CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Sulla pastorale dei divorziati risposati. Documenti, commenti e studi, Libreria editrice vaticana, Città del Vaticano 1999;
PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA, Raccomandazioni pastorali, in Osservatore Romano, 26-02-1997;
CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Direttorio di pastorale familiare per la chiesa in Italia, Roma 1993.
G. MURARO, I divorziati risposati nella comunità cristiana, Edizioni Paoline, Milano 1994.

sintesi curata da scritti Giordano Muraro (teologo, tra i massimi esperti in Italia del rapporto tra la Chiesa e i divorziati.)[u][/u]
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